By interfase, 20 August, 2025

Il Borarium è il nuovo spazio museale dove conoscere la Bora attraverso coinvolgenti postazioni interattive dedicate ai visitatori di tutte le età. Spiegazioni, dati, curiosità, giochi. E memorie! Perché nessuno conosce la Bora meglio di chi la vive. 

By interfase, 20 August, 2025

La statua della Vittoria Alata posta sulla cima è stata realizzata tenendo bene in considerazione la forza delle raffiche di Bora in quel punto esatto, a 120 metri d’altezza.
Le ali sono forate e hanno un’anima d’acciaio per essere elastiche con le raffiche più forti e offrire così una minore resistenza al vento.

By interfase, 20 August, 2025

Se il vento di est nord est soffia forte, puoi rifugiarti in queste vie strette e dunque non esposte ai réfoli. Se queste vie sono soprannominate così è perché riparano dal freddo come le fodere (fòdre in dialetto triestino) di un cappotto. Le trovi nella zona di Cavana, tra via San Sebastiano e via Pescheria.

By interfase, 20 August, 2025

All’angolo con via del Mulino a vento ecco uno dei punti dove il vento di greco-levante (un altro modo di chiamare la Bora) dà il meglio di sé. Non a caso su quell’angolo della strada è stata eretta una “barriera protettiva”. Qui i cartelli stradali dondolano e le serrande suonano più che altrove.

By interfase, 20 August, 2025

Nel popolare quartiere subito dietro San Giusto, oltre che via del Mulino a vento, dove il mulino durò poco a causa della violenza della Bora, esiste anche una via del Vento. Un tempo c’era anche l’androna Riparata (dalla Bora), ora sostituita da nuove costruzioni. Se cerchi emozioni eoliche forti, non perderti questo rione! 

By interfase, 20 August, 2025

In questa elegante via è facile farsi cogliere da réfoli improvvisi, magari attraversando la strada su via Roma o via San Spiridione. All’angolo con via Dante incontri la statua di Umberto Saba che ritrae il grande poeta triestino mentre si reca verso la sua libreria antiquaria con il bavero del cappotto rialzato dalla Bora. Poetico incrocio.

By interfase, 20 August, 2025

Questa villa settecentesca all’angolo tra Via Bazzoni e Via Cappello fu battezzata così dal suo proprietario George Moore per la violenza delle raffiche di vento che la colpivano.

In questa casa nacque lo scrittore Scipio Slataper, l’autore del Mio Carso, un testo dove la Bora è fortemente presente.

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Il piazzale della Cattedrale è senz’altro uno dei luoghi più ritratti nelle antiche cartoline della Bora, ed è facile capire perché. Da lì, vale la pena salire al castello, che “domina” la città, proprio come la Bora.

By interfase, 20 August, 2025

”Quando soffia, ella impedisce ai pedoni il transito più per questa contrada che per qualsiasi altra, e questo è il solo motivo per cui le fu imposto il nome di Bora, che le è naturale.” Così scriveva Antonio Tribel nella sua “Passeggiata per Trieste” del 1884.

Ma non è detto che sia così, prova un po’ a vedere.

By interfase, 20 August, 2025

La Bora arriva di traverso sul canale. Qui più che altrove fai attenzione se indossi un cappello. Per un’esperienza ancora più coinvolgente, quasi immersiva, ti consigliamo di attraversare il “Passaggio Joyce”, meglio noto come “Ponte Curto”.